Sognatori o realisti?

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Piedi ben piantati in terra. Mai avuti. O quasi… Ho sempre volato ma mai reciso del tutto il filo legato al suolo… Porto sempre con me la nostalgia, i sogni infranti, gli amori irrisolti, i baci rubati e quelli agognati,  gli sguardi rapiti, le parole curate. Porto le mani strette carezzate sfiorate separate. Porto i ricordi sbiaditi, le risate fragorose,  i divieti infranti. Porto le unghie rosicchiate e gli occhiali spessi, le gonne mai troppo corte e il viso struccato. Porto i vecchi dischi e le foto ingiallite. Porto i voli i bruschi atterraggi e tutte le ripartenze. Porto le pagine di diario… Non riesco a smettere di fantasticare… Sognatori o realisti… spesso mi chiedo quale delle due categorie sia davvero quella più assennata, più coscienziosa, più avveduta. E la risposta non mi sorge mai spontanea… in un mondo come il nostro… confuso disordinato contraddittorio paradossale… io non sono convinta che i realisti seguano la via giusta… perché poi… qual è la prospettiva realistica? Si può parlare in questi termini nella misura in cui ci sia una prospettiva, appunto, esista la concreta possibilità che un determinato obiettivo si raggiunga, che una determinata meta ci attenda… ebbene ormai sappiamo che qualunque previsione è puntualmente sovvertita,  qualunque progetto va a scontrarsi con ostacoli nemmeno lontanamente presi in considerazione… la prospettiva non esiste. Men che meno essa può essere realistica. Tale riflessione non va intesa come disfattista: anzi! Prendere atto di ciò mi conforta… mi sostiene nel mio approccio… evanescente alla vita! Nel momento in cui è certo che non potrò concretizzare qualsivoglia progetto poiché insondabili dinamiche ormai ci governano, mi sento legittimata a spiegare le ali come mai prima! Mi sento incentivata a saltare di nuvoletta in nuvoletta. Mi sento autorizzata a perdermi negli arzigogolii della mente… i realisti sono incontestabilmente sconfitti, è certo! Se niente è possibile… allora tutto è probabile!