Un libro è un’ancora di salvezza

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Un libro è un’ancora di salvezza. Leggere non è un piacere fine a se stesso, un sollazzo gratuito ed estemporaneo, leggere è una terapia. Almeno… è la mia terapia. Ci sono per tutti giornate un po’così… indefinibili, spente, scoraggiate e sfiduciate, pessimiste e svogliate. La mia salvezza è nella mia libreria… mi ci immergo e nuoto a perdifiato fino a riemergere con la conchiglia da portare sulla riva con me. E accostandola all’orecchio comincio i miei viaggi e dimentico dove sono cosa faccio per cosa mi preoccupo cosa non mi fa essere serena oggi per cosa mi affanno… dimentico le irritanti e appiccicose contingenze che insudiciano il mio cervello. Non so quando tornerò… ogni volta è un’incognita, un salto nel buio, una sorpresa… ma so che è l’unico modo che ho per non essere trascinata in balìa delle correnti del vivere…

La lettura mi accompagna dall’età di quattro anni (mmm… sì: sono stata precoce da questo punto di vista!). le prime letture sono state i fumetti Disney, che continuano ancora a tenermi compagnia ogni sera prima di addormentarmi: mi riconciliano con la dimensione reale e mi traghettano serenamente tra le braccia di Morfeo.

A scuola ci sono state le fiabe lette in classe e i volumi su volumi fatti acquistare ai miei genitori di fiabe dei fratelli Grimm (adattate per bambini); i volumi della Storia Illustrata di Enzo Biagi, entusiasmante!, Mi hanno infuso l’amore viscerale per questa disciplina meravigliosa; i volumi presi in prestito dalla biblioteca scolastica dei quali su tutti e più di tutti ricordo “L’enigma di Domizia”, di Ave Gagliardi, nell’edizione Fabbri, grazie ad esso ho cominciato ad amare i romanzi storici.

Arrivata alle superiori, nonostante il poco tempo libero (Liceo classico, scelto con assoluta e totale consapevolezza e affrontato con una passione estrema. Ho amato ogni materia studiata immergendomi quotidianamente in sei – sette ore di studio matto… e per niente disperato!) ho imparato a scegliere cosa leggere. “Siddharta”, di Hermann Hesse, mi ha instradato sulla via della meditazione. Soprattutto ho incontrato per caso vagando in una libreria lei: la mia adorata Isabel Allende! Il primo suo libro acquistato, in edizione economica Feltrinelli, è stato “Eva Luna”, con il quale ho scoperto e adottato la mia filosofia di vita: “la realtà non è solo come appare in superficie ma ha una dimensione magica e, volendo, è legittimo esagerarla e colorirla per rendere meno noioso il passaggio attraverso questa vita”, da allora non l’ho mai abbandonata e la seguo con fedeltà assoluta!; “La nausea”, di Jean Paul Sartre, consigliato dal mio prof. di filosofia del liceo, mi ha aperto gli occhi sulla società in cui vivo e sulle sue crepe e infiltrazioni e percolati, percorso poi da me proseguito con il mio amato Pier Paolo Pasolini!

Durante gli anni dell’università, oltre a tuffarmi a capofitto nei volumi di storia dell’arte e ubriacarmi di bellezza, mi sono appassionata ad Oriana Fallaci, tra tutti “Un Uomo” mi ha straziato il cuore. Poi Gabriel Garcìa Marquez: eccelso, magico, da stordire i sensi.

Dopo l’università mi sono avvicinata alla letteratura inglese e americana. L’approccio di questi popoli alla vita e al mondo è differente dal nostro, italiano, e ogni volta la mia mente si ossigena. William Somerset Maugham, nelle soberrime e raffinatissime edizioni Adelphi; nelle edizioni Einaudi Ian Mc Ewan, Paul Auster e… indubbiamente il più grande al mondo per me: Philip Roth! Il suo “Pastorale americana” – tra gli altri – è devastante, uno schiaffo in pieno viso, un pugno nello stomaco, indigesto… sublime!

Irrinunciabile per ogni donna a mio parere Edna O’Brien, irlandese, in Italia pubblicata da Elliot,  e il suo “Ragazze di campagna”… qui non servono parole: occorre leggerlo.

Non trascuro però le letture leggere, fresche, disimpegnate… perché non dimentico che non bisogna mai prendersi troppo sul serio ed è necessario riservarsi sempre del tempo per fare le bolle di sapone…

Cara Stefania, ecco i miei libri ricostituenti!

https://scriverealfemminile.wordpress.com/2015/08/18/un-rimedio-per-la-vita-quotidiana-i-libri-ricostituenti-per-lanima/

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La felicità è qui…

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(…) Le bastava averlo accanto per non aver bisogno di nulla. Le aveva insegnato, col semplice esistere, la preziosità della quotidianità. La meraviglia presente in ogni banale azione compiuta… se in due. Ora assaporava il gusto pieno e intenso di ogni gesto, anche il più semplice ed elementare che risultava talmente straordinario e irripetibile con lui con cui condividerlo. I suoi occhi erano divenuti magici poiché ogni elemento guardato e osservato diveniva incantato e caricato di significati eccezionali e rimandi misteriosi ad una qualche vita precedente trascorsa con lui… prodigioso ciò che l’amore compie… aveva anche imparato ad amare se stessa in quanto riflesso dell’amore di lui… l’amore ricevuto le aveva instillato l’amore per sé… con lui aveva appreso e constatato che non esistono sogni impossibili da realizzare… che la felicità è scattare una foto da un ponticello ad una barchetta ormeggiata all’ombra fino alla prossima alba per andare a pesca… (…)