Dei rapporti umani

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Strana questione quella dei rapporti umani. Davvero strana. Affetti surgelati, da banco frigo. Che tieni conservati pronti all’uso e una volta trangugiati scordi: volevo solo provare, oggi mi andava. Domani non più. Strane relazioni non relazioni. Legami da reality… grandi proclami, promesse, piani e progetti… all’atto indifferenza. Ormai ho una certa età e dovrei aver fatto l’abitudine a certe dinamiche e invece… no. Proprio non riesco a metabolizzarle. Continuo a rimanere spiazzata dinanzi all’incoerenza e all’irriconoscenza affettiva. Ho vissuto un’esistenza scientemente irregolare, irregolare perché non conforme alle mode dei vari momenti,  ho scelto da sempre di camminare su miei binari e seguire sentieri che sebbene solitari fossero però miei. Ho pagato prezzi più o meno alti per queste scelte ma sono rimasta pur sempre me stessa. Ciò è apparso ai più, superficiali, sintomo di debolezza e fragilità. Criticità da poter sfruttare per ferire a oltranza. Poi la vita ogni tanto ci fa dei regali… E toglie gli strumenti d’offesa… La felicità sta antipatica a chi non la conosca.

Io&Isabel

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Finalmente posso dedicarmi alla mia Isabel… ho atteso che questo romanzo giungesse in Italia pazientemente e appena arrivato l’ho preso. Ho temporeggiato prima di cominciarlo… per un piacere sottile ed inspiegabile… saperlo lì a portata di mano sul comodino, sapere di poterlo gustare a piacimento dopo tanta attesa… ero troppo emozionata per immergermi subito nella lettura e così… ho atteso pazientemente che l’eccitazione decantasse perché avevo bisogno di essere disposta con lucidità al viaggio… leggo Isabel dagli anni del liceo, l’ho scoperta allora per caso girovagando tra le montagne di libri in una di quelle librerie troppo belle senza l’ordine industriale di quelle “moderne”, e da allora non ci siamo mai separate. Isabel ha una scrittura empatica… magica davvero… leggerla vuol dire vedere ciò che descrive e stare fisicamente fianco a fianco con i personaggi che racconta… È una scrittura sensoriale: tutti i sensi sono sollecitati e attivati. Io ora sono pronta a entrare in questa nuova dimensione…

Una scenografia perfetta…

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(…) Aveva bisogno di stare da solo, così… come sempre quando sentiva di dover volare per un po’… andò nel suo posto preferito… nell’uliveto di famiglia c’era un angolo che sembrava perfetto: due quinte di ulivi che con prospettiva perfetta conducevano al punto di fuga in corrispondenza del quale si trovava, al centro della scena, sulla ribalta come piaceva ad Umberto, un albero di fico, che spiccava per il verde acceso delle sue foglie, per l’altezza differente rispetto ai patriarchi ai suoi lati… ed offriva uno scenografico riparo ai voli pindarici.
Umberto. Brillante, affascinante, preparato, appassionato, irruento ed impetuoso, un personaggio romantico… che del romanticismo serbava il tormento interiore… si logorava nell’insoddisfazione e nel senso di incomprensione che lo attanagliava… non era quello il mondo nel quale avrebbe voluto vivere… un mondo allegro, gioviale, dalle mille prospettive sì… ma così frenetico da stordire… così affannato a colmare ogni attimo con una qualunque attività che distraesse dal pensiero, dalla riflessione… non era fatto per quel parco dei divertimenti dalle mille luci e dai mille colori, non era per lui lo zucchero filato… e non era per lui quella vita già scritta e programmata di lì alle prossime due generazione almeno. Umberto aveva fame. E non avrebbe potuto colmarla nello studio di famiglia. Umberto però amava la sua famiglia, che aveva profuso ogni briciolo di forze per garantire il massimo delle possibilità ai propri figli. Il senso di colpa lacerante lo dilaniava e con nessuno mai ne avrebbe parlato. A nessuno mai avrebbe svelato quale fosse il suo posto… quale fosse la sua estate… a nessuno… Finchè Maggie non aveva spalancato la porta della sua vita liberando i fantasmi… (…)

(…)

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(…) Il percorso che compiamo in questa vita è articolato… È la trama più avvincente di qualunque romanzo mai scritto perché non c’è nulla di prevedibile, nulla che possiamo programmare… tutto giunge inaspettato… nel bene e nel male… E ci lascia sbigottiti, stupiti. Indipendentemente dalla nostra volontà ci troviamo nel bel mezzo di radure che non avremmo sospettato di trovare nel bosco o imprigionati in anfratti dai quali ci appare arduo uscire. Eppure… esiste sempre un modo per venirne fuori e proseguire l’andare. E così ci si rende conto che proprio quella radura, quell’anfratto… hanno aperto la via al nostro vero io… perché è negli istanti in cui il destino ci coglie impreparati, indifesi che la nostra anima dispiega le complete potenzialità. Quei momenti ci rischiarano la notte e dissipano i dubbi… E così avvenne per Emma… Era giunto per lei il momento in cui ogni dubbio, esitazione, paura, incertezza svanissero. Aveva compreso di trovarsi finalmente nel punto più alto della salita… ma ora sapeva come avrebbe fatto a scendere: quello era il suo mondo… scaffali e scaffali di volumi a perdita d’occhio, un caleidoscopio di emozioni che si offriva generoso a lei e nel quale non vedeva l’ora di immergersi. Trasse un gran respiro… ora sapeva cosa fare… chiuse la porta della libreria dietro di sé.  Era giunto proprio il momento di un buon  thè  con gli squisiti scones di Darcy… “Chissà che storie avrà da raccontarmi…” E si diresse alla caffetteria sulla piazzetta del Borgo. Non vedeva Darcy da un bel po’ di mesi e far colazione da lui era sempre stato un balsamo per il suo umore… (…)

Il mezzo magico

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In un piovoso pomeriggio autunnale l’unica via d’uscita al torpore casalingo è un giretto al centro commerciale. Gironzolare tra gli abiti senza acquistare è un piacere al quale indulgo spesso. Non c’è la ressa caotica e ansiogena del fine settimana e tutto scorre più lento e sostenibile. E poi da lontano scorgi un mezzo magico che si materializza… colorato variopinto invitante e festoso… sembra apparso lì per magia proprio per inzaccherare il grigio di questo pomeriggio. Ti avvicini curiosa e cominci a girarvi attorno guardinga… ti accorgi che come te un sacco di altri umani fanno la corte all’oggetto misterioso… E li scopri tutti adulti… E tutti con una strana luce birichina nello sguardo… scrutano intorno aspettando che qualcuno faccia il primo passo per imitarlo… E allora ti decidi e appena ti appropinqui si avvicinano come formichine anche gli altri. Con una gioia surreale negli occhi… perché scappa un po’a tutti da ridere… il mezzo magico è un distributore di gomme da masticare di tutti i tipi…  Ed è troppo divertente vedere come siamo pronti a catapultarci all’indietro al tempo dell’infanzia in un battibaleno. Tutti frementi a inserire i 20 centesimi per avere tre palline colorate da gettare dopo dieci minuti ma sai che gusto!!!! Quel sapore ha il potere di dissolvere in un attimo le pareti del centro commerciale, far cessare la pioggia scrosciante e spalancare il sole rotolandoti sul prato del parco con i giochi all’aperto… che meraviglia che siamo accipicchia… peccato che i dieci minuti passino così in fretta!

Una ricetta speciale…

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Pioggia vento e freddo… serve davvero una ricetta speciale per rendere simpatica questa giornata… una spruzzata abbondante di verde mi farà bene. La dolcezza succosa di un frutto da cogliere annullerà l’agre  del tempo malconcio. Sono uscita per la spesa a piedi nonostante il tempaccio: armata di ombrello ho affrontato l’acqua sferzante. I passi diventavano sempre più zuppi ad ogni avanzare eppure sono rientrata fradicia  di buonumore! L’animo umano è davvero ameno ed insolito…! Ci sono giorni in cui si è arroccati in un incrollabile buonumore sebbene le contingenze vi ostino. Siamo talmente affamati di sorrisi e positività che ci buttiamo sovente a capofitto nell’oggi incoscientemente dimentichi per brevissimi frangenti del domani o forse… solo saggiamente pervasi dalla follia… che ci attanaglia e ci stritola rendendoci vivi… perché la vita è ingozzarsi di speranza fino a non poterne più!

#prospettiva #progetto

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Prospettiva, da “prospicere”: guardare avanti… immaginare… vedere oltre il reale oltre il presente oltre il contingente… aspirare a… volare più in alto dell’umano… Progetto, da “projicere”: gettare avanti… porre le basi materiali per un’azione futura… disegnare la propria vita… concretizzare un sogno… una prospettiva… Passo dopo passo, piccoli e grandi traguardi, cancello dopo cancello… la prospettiva diviene progetto e il progetto diviene realtà…
Oggi faccio il punto di cosa bolle in pentola per la mia vita: il matrimonio tra pochi mesi ormai, un libro che con lavoro certosino e maniacale cerco di portare alla nascita da qualche mese e richiederà ancora molto tempo, un progetto di nuova vita lavorativa che prende sempre più forma e sostanza, soprattutto, nella mia testa. Non ho mai amato le abitudini, le situazioni cristallizzate. Ho sempre avuto un pessimo rapporto con la locuzione “per sempre”… Non so bene perché ma l’idea del non vedere la fine di qualcosa mi ha spaventato dall’infanzia, l’idea di procedere ad oltranza in qualunque cosa, immobilizzata in qualsivoglia status quo. Ho bisogno della prospettiva costante di un cambiamento… accostamento lessicale ai limiti dell’ossimoro… ma nemmeno tanto… il cambiamento richiede costanza, la costanza e la determinazione a non cedere alla pigrizia del vivere, dell’adagiarsi su abitudini usi vizi e virtù consolidate e subdolamente famigliari. No. Questo non mi è mai piaciuto. Perché ho una sete di conoscere e vivere inesauribile… e anelo ad evolvere… a crescere… ad arricchire la mia valigia di nuovi sogni di nuovi obiettivi di nuovi viaggi… chissà quanto lontano mi porterà tutto ciò…

Il mare di non estate

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Oggi sono stata al mare. Avevo bisogno di respirare e sono stata al mare. Il mio mare che non tradisce mai e che riserva sempre abbracci sconfinati e disinteressati. Il sapore del mare d’estate è corposo, ricco, variegato e intenso. Il sapore del mare di non estate è più delicato, dolce, leggero e persistente. Percorrere la spiaggia deserta ha un fascino speciale… la popolo di tutti i miei pensieri e parole e dubbi e ansie e inquietudini e aspetto… aspetto che la marea spazzi via tutto. Oggi la spiaggia era affollatissima… una lunghissima teoria di conchiglie bianche in vacanza senza il timore di essere colte dai villeggianti di turno si godevano la battigia, in gruppi foltissimi si assiepavano sulla sabbia e ciarlavano fitto fitto e con un’allegria contagiosa, non ho potuto non partecipare alla loro eccitazione ed invidiarle… tutte lì insieme compatte vicine affiatate e leali… oggi il mare mi ha fatto un regalo come ogni volta che ci si incontra: non riesce a farne a meno! E un po’mi sento in imbarazzo perché puntualmente mi presento a mani vuote e torno con la borsa colma di doni. Ma è così: l’amore non chiede nulla in cambio se è amore… ti è grato per il solo esserci… Non si fa domande e accoglie… Non serba rancori e non cova rimpianti… Non ascolta i bisbigli del vento tra gli arbusti pettegoli sulle dune e ti guarda dritto negli occhi fidando solo in quelli… l’amore se è amore c’è.

Una spolverata di sogni colorati

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E poi ci sono i giorni in cui puoi regalarti il tempo per una spolverata di sogni colorati. Beh perché altrimenti che sogni sarebbero in bianco e nero? Visto che proprio la pioggia e le nuvole si sono impadronite della scena, prendo la valigia e mi coloro la giornata nell’unico modo che conosco: con le parole. E mi coccolo fantasticando sul mio progetto… su quello che spero presto di riuscire a realizzare… ho costantemente bisogno di pormi degli obiettivi, di prefiggermi una metà da raggiungere. Porsi dei traguardi è importante, motiva all’agire e solleva dall’oggi quando esso gravi proiettandoci nel domani… È così che io fuggo quando fuori il tempo è brutto e pesa… oggi mi dedicherò a definire le linee del mio sogno. Tante idee, tanta impazienza, tanta voglia di concretizzare… oggi non scenderò. Caffè, i miei biscotti preferiti e dei libri sorridenti… Non vedo l’ora di partire…